Anche la Russia chiede alla Siria di consegnare le armi chimiche

La Siria consegni le sue armi chimiche alla comunità internazionale nei prossimi giorni: è questa la proposta avanzata oggi dal ministro degli esteri di Mosca, Sergei Lavrov, il quale ha aggiunto di aspettarsi "una rapida e positiva risposta" da parte di Damasco. In mattinata, parlando a Londra, il segretario di stato americano John Kerry aveva assicurato che Assad potrebbe evitare il raid militare americano consegnando le armi chimiche in suo possesso entro la settimana. In un'intervista alla CBS, lo stesso Assad ha minacciato gli Stati Uniti di aspettarsi "ripercussioni" in caso di attacco. Leggi anche Kerry: "Niente raid se Assad consegna le armi chimiche, serve una soluzione politica" - Ferrara In Siria ci si doveva immischiare per tempo. Ora occorre la forza - Matzuzzi L’action alert dei vescovi americani contro la guerra di Obama - George La via cristiana alla guerra giusta
6 AGO 20
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La Siria consegni le sue armi chimiche alla comunità internazionale nei prossimi giorni se vuole evitare l'attacco: è questa la proposta avanzata oggi dal ministro degli esteri di Mosca, Sergei Lavrov, il quale ha aggiunto di aspettarsi "una rapida e positiva risposta" da parte di Damasco. In mattinata, parlando a Londra, il segretario di stato americano John Kerry aveva assicurato che Assad potrebbe evitare il raid militare americano consegnando le armi chimiche in suo possesso entro la settimana. In un'intervista alla CBS, lo stesso Assad ha minacciato gli Stati Uniti di aspettarsi "ripercussioni" in caso di attacco.
A meno di ventiquattr’ore dalla sua liberazione e dopo una deposizione durata più di tre ore di fronte ai Pm, Domenico Quirico comincia a raccontare i suoi cinque mesi di prigionia in Siria smentendo le dichiarazioni rese dal suo compagno di prigionia, il belga Pierre Piccinin, secondo cui l’uso di armi chimiche non era da attribuirsi al leader siriano Bashar el Assad. “E’ folle dire che io sappia che non è stato Assad a usare i gas”, ha detto Quirico a LaStampa.it,, “eravamo all’oscuro di tutto quello che stava accadendo in Siria durante la nostra detenzione, e quindi anche dell’attacco con i gas di Damasco”.

Piccinin, intervistato questa mattina dalla radio RTL-Tvi, aveva infatti dichiarato che “è un dovere morale dirlo. Non è il governo di Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco”. “Ne abbiamo la certezza – prosegue il corrispondente belga - perché abbiamo sorpreso una conversazione dei ribelli, anche se mi costa dirlo perché dal maggio 2012 sostengo la giusta lotta della democrazia dell’esercito libero siriano”.
Parole, quelle di Piccinin, non confermate dall’inviato della Stampa che ha detto di non aver “alcun elemento che possa confermare questa tesi e non ho idea né dell’affidabilità, né dell’identità delle persone. Non sono assolutamente in grado di dire se questa conversazione sia basata su fatti reali o sia una chiacchiera per sentito dire – prosegue Quirico – e non sono abituato a dare valore a discorsi ascoltati attraverso una porta”. Il giornalista italiano, nel corso della sua ricostruzione, rivive quel giorno quando “dalla stanza in cui venivamo tenuti prigionieri, attraverso una porta socchiusa, abbiamo ascoltato una conversazione in inglese via skype che ha avuto per protagoniste tre persone di cui non conosco i nomi. Nella conversazione – prosegue Quirico nella sua ricostruzione – “dicevano che l’operazione del gas nei due quartieri di Damasco era stata fatta dai ribelli come provocazione, per indurre l’occidente a intervenire militarmente. E che secondo loro il numero dei morti era esagerato”.